LA NUOVA ERA DI RUBEN AMORIM

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18 Jun 20265 min

By Matteo Zamprioli

Poche ore fa l’Ac Milan tramite i suoi canali ufficiali ha

ufficializzato l’arrivo di Ruben Amorim, con parole forti e di stima

del proprietario del Milan Gerry Cardinale. La scelta di Amorim

per quanto i piani alti di Casa Milan vogliono farla passare come

prima scelta, viene dopo vari colloqui tenuti con molti allenatori

(anche molto diversi tra loro), come per esempio Andoni Iraola

ora al Liverpool, Mauricio Pochettino ora impegnato con gli Usa al

mondiale, Oliver Glasner libero dopo l’esperienza nel sud di

Londra con il Crystal Palace e anche Mattias Jaissle in forza all’Al

Ahli. La scelta Amorim è forte anche per un altro motivo, per

quanto siano vicini Markus Krosche e Timmo Hardung ovvero

direttore tecnico e sportivo dell’Eintracht Francoforte, ancora

non si ha la certezza al 100% che siano loro a occupare il ruolo

dirigenziale del Milan (ulteriori certezze e chiarimenti dovrebbero

esserci nelle prossime ore) e per quanto Krosche ha approvato

fermamente l’ingaggio di Ruben Amorim nel caso ci fossero

problemi si dovrà trovare un direttore sportivo a lui affine.

La carriera di Amorim inizia nel Casa Pia ma dopo poco si dimette

e nel 2019 lui che allenava la squadra riserve del Braga viene

chiamato a dirigere la prima squadra. Dopo aver ottenuto il suo

primo trofeo vincendo la coppa di lega col Braga, lo Sporting

Lisbona nel 2020 paga la somma di 10 milioni per portarlo nella

sponda bianco-verde di Lisbona. Li si consacra vincendo il

campionato nel 2021 e nel 2024, arriva ai quarti di Europa League

e ottavi di Champions con dentro anche una coppa di lega

proprio contro la sua ex squadra. Le prime difficoltà nascono

quando lo United il 1 Novembre 2024 paga anch’esso 10 milioni

allo sporting e firma l’allenatore portoghese. Preso lo United al

13 posto finisce la stagione al 15 posto e con una finale di Europa

League persa contro i spurs. Arrivare a stagione in corsa con tutte

le pressioni che il Manchester United porta non è facile,

soprattutto considerando che dal post Sir Alex Ferguson non c’è

un manager che abbia riportato lo United ai fasti di un tempo. La

seconda stagione di Amorim si conclude a gennaio poiché il

consiglio di amministrazione decide di cacciarlo. Si trovava a 3

punti dalla Champions, ma ha pagato delle dichiarazioni molto

forti contro il consiglio chiedendo poteri e dicendo che non era

venuto per fare l’allenatore ma il manager. Le diverse visioni

hanno portato Amorim e lo United a separarsi fino a che qualche

giorno fa non ha firmato per l’Ac Milan.

Amorim è un allenatore sincero, schietto nelle conferenze

stampa che ha chiaro quello che deve fare, e al Milan un po' di

chiarezza dopo gli ultimi tempi serviva eccome. Il contratto che lo

legherà al Milan è un 3+1 che è raro vedere da quando RedBird

ha preso in mano la società, e questo significa che Gerry

Cardinale e Zlatan Ibrahimovic si fidano di lui nonostante non

fosse la prima scelta e gli hanno affidato le chiavi del mondo

Milan. Tornando a quella conferenza stampa con cui attaccò il

consiglio del Manchester United, da quello che trapela nella

stampa italiana, avrà più poteri di un normale allenatore, e già

questo in Italia è un innovazione perché qui non si usa molto il

modello Premier League ma anzi, si usa molto più un direttore

sportivo che sceglie l’allenatore e insieme coordinano acquisti,

cessioni, quotidianità e lavoro di squadra. Il fatto che il Milan

abbia dato questi poteri a Ruben Amorim, (sempre se

rispetteranno gli accordi) poiché la società rossonera negli ultimi

tempi di patti con gli allenatori ne ha rispettati pochissimi, ha

fatto si che Amorim accettasse il lavoro anche se voleva prendersi

un anno sabbatico dopo la dura esperienza al Manchester United.

La cosa che mi ha più sorpreso andando a vedere un po' i social

dei tifosi Red Devils è che sull’allenatore portoghese sono

completamente spaccati tra chi lo ama e lo considera il miglior

manager post Ferguson perché ha provato a fare pulizia nella

società, ad acquistare giocatori di un certo livello e a giocare in un

modo molto coraggioso e chi invece lo considera un disastro e

non ne vuole più sentir parlare per risultati ottenuti e altre cose.

Insomma Ruben Amorim non è uno tanto amante del grigio,

tende più ad essere o bianco o nero e un uomo forte è quello che

ora serve al comando dell’Ac Milan.

Ruben Amorim ha un credo tattico che difficilmente cambierà

mai nella sua carriera, la difesa a 3 con 4 centrocampisti avanti

mentre la cosa che può variare leggermente è l’attacco che può

essere un 2+1 con i trequartisti accentrati sotto la punta per fare

andare molto i due esterni di centrocampo, o un tridente con 2

ali larghe e una punta e in quel caso lo spazio che avrebbero

occupato i trequartisti lo possono prendere o gli esterni di

centrocampo che vengono dentro al campo o uno dei due

mediani che rompe la linea in mezzo, o nella circolazione palla

comunque le ali possono accentrarsi e andare a ricoprire quella

zona di campo. Con la palla non ama fare un possesso palla se

sterile ma cerca sempre di andare in profondità e a campo

aperto. Dal basso usa molto il portiere infatti Maignan potrebbe

essere un ottimo elemento data la sua qualità nella costruzione

da dietro. Senza palla tende a fare molto pressing e a cercare di

recuperare il più possibile velocemente la sfera e appena

recuperata torna il concetto di prima di cercare subito la

verticalità. In Italia per quanto abbiano caratteristiche diverse un

allenatore con cui ha varie similitudini è Gianpiero Gasperini

anche se Amorim non ha quella “sana ossessione” di Gasp per

l’uomo a uomo a tutto campo.

Il Milan ha preso un allenatore giovane, in rampa di lancio,

voglioso di far vedere che quella allo United è stata solo una

parentesi, con un calcio europeo e offensivo a cui ha dato

completamente in mano il progetto Milan, e sono molto curioso

di vedere come si adatterà al calcio italiano che è diverso da

quello portoghese e inglese, e come si adatterà al mondo Milan

che negli ultimi anni ne ha vissute di tutti i colori, ma senza

dubbio ora più che mai i rossoneri dalla società ai tifosi devono

fidarsi di Ruben Amorim e lasciarlo lavorare, perché potrebbe

portare gioia a un popolo che ormai sono anni che di gioie non ne

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