ROBERTO DE ZERBI: UN ORGOGLIO ITALIANO ALL'ESTERO

MZ
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18 Jun 20265 min

Quando il Tottenham in una condizione disastrosa e terz’ultimo in classifica in Premier League chiama Roberto De Zerbi, la prima cosa che abbiamo pensato sia in Italia che in Inghilterra è stata di una follia che solo un uomo geniale poteva fare. Le prime due partite non vanno per il meglio per i Spurs dato che perdono col Sunderland e pareggiano proprio con l’ex squadra di RDZ ovvero il Brighton, ma i colpi che hanno valso la salvezza sono state le due vittorie in trasferta contro i Wolves già retrocessi ma soprattutto a Birmingham contro l’Aston Villa di un allenatore che l’italiano stima molto anche se hanno idee diverse come Unay Emery.

La storia di De Zerbi da allenatore comincia col Darfo Boario ma il primo contratto che lo lega a una società in modo forte a cui tutt’ora è molto affezionato è il Foggia. Viene ammirato e conosciuto da tutti sia in Italia che all’estero con il Sassuolo sfiorando anche la Conference League persa per la differenza reti con la Roma. Passa dopo allo Shaktar con la quale comincia benissimo il suo lavoro ma per i motivi che tutti noi sappiamo risolve il suo contratto e firma per la prima volta con un club di Premier League il 18 Settembre 2022 dopo che il Chelsea paga per strappare Graham Potter alle Seagles. Con il Brighton incanta la premier con il suo stile di calcio riconoscibilissimo e porta una storica qualificazione in Europa League per la prima volta nella storia del Brighton. L’anno dopo soffre probabilmente la doppia competizione non avendo una rosa lunga e arriva 11, mentre esce dall’Europa League per mano del suo amico Daniele De Rossi e a fine anno risolve consensualmente il suo contratto con il club.

Il 24 giugno arriva l’ufficialità che lo lega all’Olympique Marsiglia dopo una stagione deludentissima chiusa fuori dalle coppe. Ovviamente anche qui De Zerbi riesce a fare il suo lavoro in modo egregio, valorizzando giocatori che in questa sessione di mercato il club venderà come per esempio Mason Greenwood o che ha venduto nella scorsa come per esempio Robinio Vaz. Anche se l’ha definita la squadra più altalenante da quando ha iniziato ad allenare, piena di alti e bassi, il primo anno arriva al 2 posto e l’anno dopo si dimette dopo un’uscita dalla Champions incredibile col gol del portiere del Benfica e al 3 posto in Ligue 1, chiusa poi al 5 posto con Habib Beye.

Prima di spiegare il tipo di calcio che esprime Roberto De Zerbi voglio partire da una frase di Lewis Dunk capitano del Brighton con RDZ. “da quando è arrivato De Zerbi, vedo il calcio in maniera totalmente diversa, quando imparo qualcosa mi dico, perché questa cosa non la sapevo?”. Un'altra fase che mi ha colpito molto è quando ospite dai suoi amici Lele Adani, Antonio Cassano, Nicola Ventola e Bobo Vieri in una trasmissione su twitch disse: “ Se io ho il pallone avrò più possibilità di vincere la partita? Se io ho 10 frecce e l’altro 3 certo che l’altro può vincere, ma matematicamente chi avrà più possibilità? Poi è ovvio che il possesso palla va di pari passo con i tiri in porta”. Ecco il calcio di RDZ si basa tantissimo sul possesso palla e azioni manovrate e sulla riconquista immediata una volta persa palla.

La costruzione dal basso è un elemento fondamentale per l’allenatore bresciano perché vuole attirare la pressione della squadra avversaria andando poi col fraseggio nella trequarti avversaria. Anche qui c’è una frase che mi è rimasta molto impressa che disse qualche anno fa: “Per me lanciare la palla e andare a saltare di testa per recuperare la seconda palla è uno scommettere, e se devo scommettere preferisco farlo allenando la squadra a uscire se si può palla a terra perché li è lavoro”. La sua costruzione non è rigida dipende molto spesso dalle situazioni, possiamo trovare i centrali larghi con un centrocampista che si abbassa, possiamo trovare un terzino che stringe e uno più alto che da ampiezza o possiamo trovare i due terzini alti e il trequarti che si abbassa, è una manovra fluida non schematica con l’obbiettivo di avere sempre la superiorità numerica quando si costruisce, ovviamente anche il portiere ha un importanza sostanziale tant’è che lui sia a Brighton che a Marsiglia ha usato molto più spesso di quasi tutte le squadre europee entrambi i portieri dipendendo molto da che tipo di partita si aspettava. Il pressing che fanno le sue squadre è feroce e tendono a recuperare il pallone subito nella metà campo avversaria e quando non ci si riesce lo indirizzano nelle zone che reputano meno pericolose per le azioni offensive degli avversari. Il sistema di gioco predominante che usa l’allenatore italiano è il 4-2-3-1 ma insieme ad allenatori come Guardiola e Luis Enrique se c’è uno con cui i moduli servono veramente a poco è proprio De Zerbi perché come spiegato prima in fase di possesso e recupero palla si chiedono sempre cose specifiche ed è difficilissimo che un giocatore sia statico nella sua posizione, ma non è un integralista e lo ha dimostrato soprattutto nella parte finale della sua esperienza a Marsiglia quando, pur non amandola e lo ha dichiarato più volte si è schierato a 3 perché pensava che un giocatore rendesse di più in quel determinato contesto (Medina), e quindi pur con i stessi concetti forti e come detto più volte da lui non negoziabili, si possono schierare formazioni diverse e sistemi diversi. Ho avuto la fortuna di incontrarlo personalmente quando è venuto a Roma in ritiro col Marsiglia ma purtroppo non ci ho potuto parlare per più di qualche secondo, ma se c’è una cosa di cui gli Spurs attualmente avevano bisogno era una guida forte con delle idee forti e una società dietro che deve ascoltarlo in tutto e per tutto, perché come ha già dimostrato in tantissimi altri contesti, quando si danno le chiavi di un club a Roberto De Zerbi il risultato, lo stile, le idee, l’identità e il coraggio sono cose e valori garantiti e questo dimostra come i grandi allenatori devono avere valori e concetti forti e per averli bisogna essere degli uomini forti, cosa che Roberto De Zerbi è senza dubbio.

 

 

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